Quando è utile fare un primo colloquio psicologico?

Il primo colloquio é solitamente un incontro particolarmente investito di aspettative e talvolta pensato con preoccupazione. Non é mai semplice aprirsi davanti ad un estraneo e per molti, riconoscere di avere bisogno di una mano in un particolare momento della propria vita, implica anche una certa quota di sofferenza.

Utilizzando una metafora, la scelta di intraprendere un percorso psicologico e l’inizio della terapia coincidono con la possibilità di accendere una piccola luce lì dove il buio non permette di vedere, per sentirsi meno disorientati e tornare mano a mano ad una maggiore limpidezza. Spesso quando si percepisce che qualcosa non sta funzionando nella propria vita è infatti difficile riuscire a godere di momenti di maggiore benessere. Ci si ritrova spesso confusi, angosciati e/o si percepisce più in generale un vissuto d'insoddisfazione. Quando tutto ciò diventa costante e gravoso, iniziare la terapia può aiutare a ritrovare un punto d’ancoraggio, partendo dalla possibilità di ritrovare sé stessi all’interno di uno spazio d’ascolto non giudicante.

Non sempre però si percepisce nitidamente il desiderio o la necessità sin da subito di intraprendere un percorso psicologico. Talvolta ciò che alcune persone cercano in un primo incontro è la possibilità di confrontarsi con un professionista circa i propri vissuti o la situazione che si sta vivendo, personalmente, sul piano familiare o all'interno di una relazione.

Anche se spesso in un primo incontro si gettano le basi per la costruzione di un rapporto di fiducia e di cura, in alcuni casi viene invece svolta un'attività di orientamento e invio presso altre realtà presenti sul territorio, specifiche e adatte alla situazione illustrata dal paziente al professionista.

I primi incontri sono quindi utili a comprendere la domanda di cura e definire un progetto terapeutico condiviso. Se con gli adulti e i giovani adulti il primo incontro viene svolto direttamente con la persona che necessita di un aiuto o una consultazione, in caso di minori i primi incontri vengono svolti coi genitori. Ciò è necessario ai fini della raccolta del consenso informato di chi esercita la responsabilità genitoriale ma è utile per il professionista per conoscere la realtà familiare e sociale entro cui il minore è cresciuto e per una maggiore comprensione del disagio manifestato dallo stesso. In alcuni casi, il professionista può consigliare l'avvio di un percorso di sostegno alla genitorialità o di coppia in aggiunta al - o al posto del - percorso col minore.

Riconoscere di star attraversando un momento di sconforto o particolarmente difficile non é indice di debolezza ma coincide piuttosto con la possibilità di osservarsi e prendersi cura di sé. L'obbiettivo dei percorsi psicologici e delle psicoterapie é infatti quello di acquisire gli strumenti interni per vivere meglio il rapporto con sé stessi e con gli altri.
In questo viaggio trasformativo si può scegliere di sentirsi meno soli, grazie alla condivisione e al supporto di un professionista.

Foto: Dipinto “L'impero delle luci” di Renè Magritte

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